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IVA AGEVOLATA SUI BENI SIGNIFICATIVI E PARTI STACCATE: CHIARIMENTI AD EFFETTO RETROATTIVO

L’Amministrazione finanziaria, ha fornito i primi chiarimenti passando in rassegna le novità e definendo il trattamento fiscale dei beni significativi e delle parti staccate.

Con riferimento al settore dell’IVA è possibile usufruire dell’aliquota IVA ridotta del 10%.

A seconda del tipo di intervento, il beneficio si applica sui servizi resi dall’impresa che esegue i lavori ed, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

Normativa di riferimento

Sono soggette all’IVA del 10% le prestazioni aventi ad oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio (legge n. 488/99, art. 7 comma 1, lettera b) così come illustrato nel seguente Schema di sintesi.

Legge n. 457/78, art. 31*
INTERVENTI TIPOLOGIA CONDIZIONE
Leggeri a) Manutenzione ordinaria Realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
b) Manutenzione straordinaria
Pesanti c) Interventi di restauro e di risanamento conservativo
d) Interventi di ristrutturazione edilizia

*Rifuso nell’articolo 3, lettere a), b), c) e d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al D.P.R. n. 380/2001

L’agevolazione si applica sull’intero valore delle prestazioni di servizi comprendendovi anche i beni impiegati. Ai fini della fruizione bonus, non è necessaria una loro distinta indicazione, tranne come si vedrà in seguito nel caso di beni significativi.

Altre disposizioni

La citata norma fa salve le disposizioni più favorevoli contenute nel decreto IVA (art. 10 e tabelle allegate al decreto cit.) di seguito riportate.

Tabella A, parte III, allegata al decreto IVA

 

Interventi IVA ridotta del 10%

 

Note
N. 127-quaterdecies) – Restauro

– Risanamento conservativo

– Ristrutturazione edilizia

Prestazioni dipendenti da contratti d’appalto. Effettuati su qualsiasi tipologia di immobile.
N. 127-terdecies) Cessioni di beni c.d. finiti, escluse le materie prime e semilavorate.

 ATTENZIONE

I beni finiti sono quelli che, pur essendo incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (es. porte, infissi esterni, sanitari, caldaie).

L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

Si riporta di seguito un riepilogo delle agevolazioni:

FORNITURE DI BENI NEGLI INTERVENTI DI RECUPERO EDILIZIO
AMBITO IVA CONDIZIONI
“Interventi pesanti” (restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia) – Beni finiti.

– Escluse le materie prime e semilavorate.

Qualsiasi immobile Aliquota del 10% Non sono previste ulteriori condizioni.

Esempio anche per i beni acquistati direttamente dal committente dei lavori ed a prescindere dalla circostanza che il valore del bene fornito sia prevalente rispetto a quello della prestazione di servizi.

“Interventi leggeri” (manutenzione ordinaria e straordinaria) – Beni finiti.

– Materie prime.

– Semilavorati.

Fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Aliquota del 10% Solo per i beni forniti dallo stesso soggetto che esegue l’intervento di recupero ed a condizione che detti beni finiti non costituiscano una parte significativa del valore delle cessioni effettuate nel quadro dell’intervento.

 

Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza IVA agevolata
Materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori.
Materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente.
Prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio.
Prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. La ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’IVA al 10%, sempreché ricorrano i presupposti per farlo.

Beni significativi parzialmente agevolati

Per le cessioni dei beni c.d. significativi (vedi il seguente Schema di sintesi) effettuate nell’ambito delle prestazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria eseguite su fabbricati a prevalente destinazione abitativa, l’aliquota ridotta si applica fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa all’intervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni (legge n. 488/99, art. 7 comma 1, lettera b).

 

D.M. 29 DICEMBRE 1999

 

NOTE

 

Ascensori e montacarichi.  

 

Beni riferiti alle cessioni con posa in opera e/o installazione effettuate nei confronti dei “committenti privati” ossia consumatori finali della prestazione (circolare n. 71/E/2000).

Infissi esterni ed interni.
Caldaie.
Videocitofoni.
Apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria.
Sanitari e rubinetterie da bagno.
Impianti di sicurezza.

Per detti beni si presume che il loro valore assuma una certa rilevanza rispetto a quello delle forniture effettuate nell’ambito degli interventi (agevolati) di recupero del patrimonio edilizio.

ATTENZIONE

La precedente elencazione normativa ha valenza tassativa anche se i termini utilizzati per individuare i beni costituenti una parte significativa degli interventi di recupero devono essere intesi nel loro significato generico e non tecnico.

Pertanto, sono classificabili come “beni significativi” anche quelli che hanno la medesima funzionalità di quelli menzionati, ma che per specifiche caratteristiche e/o per esigenze di carattere commerciale assumono una diversa denominazione.

ESEMPIO

Ø  La stufa a pellet utilizzata per riscaldare sia l’acqua di alimentazione del sistema di riscaldamento che quella sanitaria deve essere assimilata alla caldaia quale bene significativo.

Ø  Diversamente, la stufa a pellet utilizzata soltanto per il riscaldamento dell’ambiente non può essere assimilata alla caldaia.

NOVITA’

La disciplina delle agevolazioni nel settore dell’imposta sul valore aggiunto, come appena esaminato, risultava complessa. Ciò ha determinato dubbi interpretativi e comportato una discrezionalità degli operatori soprattutto nell’individuazione del valore dei beni significativi.

Interpretazione autentica

La Legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/2017, art. 1, comma 19) ha rimediato al gap normativo con un’interpretazione autentica (con effetto retroattivo) della disposizione che disciplina i c.d. beni significativi (legge n. 488/99, art. 7, comma 1, lettera b) allineandosi ad alcuni documenti di prassi emessi dall’Amministrazione finanziaria (circolare n. 71/E/2000 e n. 12/E/2016.

In seguito alla citata novità l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 15/E pubblicata lo scorso 12 luglio 2018, ha fornito chiarimenti in merito alle seguenti questioni. Indicazioni confermate in toto da Assonime nella circolare n. 18 del 24 luglio 2018:

 

INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

 

Rilevanza, individuazione e valore dei beni significativi.
Rilevanza delle parti staccate.
Casi particolari.
Modalità di fatturazione.
Decorrenza.

AMBITO OGGETTIVO

Come anticipato, la categoria dei beni significativi ha rilevanza solo nelle ipotesi in cui siano realizzati:

  • all’interno degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria
  • su immobili a prevalente destinazione abitativa privata

a condizione che i suddetti beni vengano forniti dallo stesso soggetto che esegue la prestazione. 

ATTENZIONE

Qualora i prodotti vengano ceduti da un soggetto diverso o acquistati direttamente dal committente dei lavori sono soggetti ad IVA ordinaria.

Definizioni

Costituiscono interventi di manutenzione:

  • ordinaria le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti
  • straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso.

Se nei citati interventi di manutenzione viene fornito anche un bene significativo questo sarà soggetto ad aliquota ridotta del 10%:

  • in maniera integrale se il suo valore non supera la metà di quello dell’intera prestazione;
  • se diversamente il valore del bene significativo supera tale limite, l’aliquota nella misura agevolata troverà applicazione solo fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell’intervento di recupero e quello del bene significativo. L’importo residuo del bene significativo dovrà essere tassato ad aliquota ordinaria.

ATTENZIONE

Il valore degli altri beni non ricompresi nel D.M. 29 dicembre 1999 confluisce sempre in quello della prestazione di servizi, soggetto sempre ad IVA agevolata del 10%.

Valore dei beni

In assenza di un riferimento normativo, la prassi (circolare n. 71/E/2000) ha chiarito che il valore dei beni significativi deve essere determinato in base ai principi di carattere generale che disciplinano l’imposta sul valore aggiunto, in particolare per quanto concerne la determinazione della base imponibile (decreto IVA, art. 13).

attenzione

La Legge di bilancio 2018 è intervenuta colmando il gap normativo determinando come valore del bene significativo quello risultante dall’accordo contrattuale riferito al solo costo di produzione o di acquisizione presso terzi escludendo il margine aggiunto dal prestatore (c.d. mark-up).

1) Produzione interna

Qualora il bene significativo, fornito nell’ambito dell’intervento agevolato, venga prodotto dal prestatore stesso, ai fini dell’individuazione dell’aliquota IVA applicabile, il suo valore è costituito:

  • dal costo di produzione
  • dagli oneri che concorrono alla sua realizzazione.

ATTENZIONE

Il costo di produzione non può essere mai inferiore a quello delle materie prime utilizzate e della manodopera impiegata:

DETERMINAZIONE DEL COSTO DI PRODUZIONE
(PRINCIPIO CONTABILE OIC N. 13, “RIMANENZE”)
Costi direttamente imputabili al prodotto.
Costi indiretti (c.d. oneri generali di produzione) sostenuti nel corso della produzione dei beni (es. ammortamento di beni materiali e immateriali che contribuiscono alla produzione, le manutenzioni e le riparazioni, etc.). Sono esclusi i costi generali, amministrativi e di distribuzione dei prodotti.

  ATTENZIONE

Nel caso in cui il fornitore dei beni significativi sia un’impresa individuale, il valore della manodopera impiegata può essere determinato tenendo conto della remunerazione del titolare dell’impresa.

2) Acquisto esterno

Nel caso in cui il fornitore non produca il bene significativo, bensì lo acquisti da terzi, il valore, ai fini dell’individuazione dell’aliquota IVA applicabile, non può essere inferiore a quello di acquisto.

Parti staccate a rilevanza alternata

Ai fini della verifica della quota di valore non soggetta ad aliquota ridotta le c.d. parti staccate dei beni significativi non devono essere comprese nel valore dei medesimi beni solo se connotate da autonomia funzionale rispetto al manufatto principale (bene significativo).

Diversamente le parti staccate, allorché prive di una propria autonomia funzionale, devono essere considerate parti integranti del bene significativo.

ATTENZIONE

Se l’intervento di manutenzione agevolato ha ad oggetto l’installazione/sostituzione della sola componente staccata di un bene significativo (già installato precedentemente) dovrà essere applicata sempre l’aliquota del 10% poiché il valore della parte staccata è attratto nel valore complessivo della prestazione di servizi.

ESEMPIO

 

La ditta “Caldo garantito” sostituisce al Sig. Rossi il bruciatore della caldaia già installata. Sebbene il bruciatore (componente/parte staccata della caldaia) non assuma una propria autonomia funzionale rispetto alla caldaia, il valore dello stesso confluisce nel valore della prestazione di servizi e, pertanto, verrà fatturato con IVA al 10% senza nessuna altra valutazione quantitativa.

 

 

CASI PARTICOLARI
Componente staccata Autonomia funzionale Criterio generale Eccezione
Tapparelle, scuri e veneziane Beni funzionalmente autonomi rispetto agli infissi (bene significativo). Il valore non è attratto in quello degli infissi (bene significativo) ma in quello della prestazione di servizio con aliquota del 10%. – Le tapparelle o gli altri sistemi oscuranti nonché le zanzariere non assumono autonoma rilevanza rispetto al manufatto principale (infissi) qualora siano strutturalmente integrati negli infissi.

 

– Ai fini dell’IVA al 10% il valore degli infissi è comprensivo di quello delle tapparelle.

Zanzariere
Grate di sicurezza – Beni diversi e indipendenti dagli infissi (esterni e/o interni) dell’abitazione.

 

– Non riconducibili ad alcun bene significativo.

Il valore non è attratto in quello degli infissi (bene significativo) ma in quello della prestazione di servizio con aliquota del 10%.

PROCEDURE

Nell’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, in cui è compresa la fornitura di un bene significativo, la fattura emessa dal prestatore deve indicare distintamente:

  • il corrispettivo complessivo dell’operazione, comprensivo del valore dei beni significativi forniti;
  • il valore dei beni medesimi.

Detta esigenza è motivata dal possibile assoggettamento dell’operazione ad aliquote IVA differenti.

ATTENZIONE

Nell’ipotesi in cui l’emissione della fattura non risulti obbligatoria, il documento di certificazione fiscale emesso in luogo della stessa deve recare le indicazioni di cui sopra, idonee a costituire strumento di supporto per la verifica della corretta applicazione dell’aliquota IVA.

La ditta “Interventi sicuri” esegue sul fabbricato abitativo del Sig. Verdi una manutenzione straordinaria (€ 600,00 valore della manodopera ed € 200,00 di mark-up) che comprende anche la posa in opera di un bene significativo (€ 1.000) prodotto dallo stesso prestatore il cui valore risulta superiore alla metà del corrispettivo pattuito complessivamente (€ 1.800).

 

Ditta individuale “Interventi sicuri”

(prestatore del servizio)

P.IVA 01234567890

Fattura n. 35/2018

Data: 01/10/2018

Cliente:

Maurizio VERDI

Indirizzo:

Via Bianchi n. 999, Roma – Italia

  C.F. :
Note: lavori di manutenzione straordinaria presso la Vostra abitazione sita in Via Bianchi n. 999, Roma – Italia
Quantità Descrizione Prezzo unitario Importo
1 Intervento di manutenzione straordinaria (legge n. 488/99 e n. 457/78)

Di cui valore dei beni significativi * (es. caldaia) € 1.000

1.800 1.800
Differenza valore della prestazione e valore complessivo dei beni significativi utilizzati. Importo 800
IVA 10% 80
Bene/i significativo/i Importo 800
  IVA 10% 80
    Importo 200
IVA 22% 44
 TOTALE FATTURA  2.004
         

* In caso di fornitura di più beni significativi nell’ambito del medesimo intervento si può indicare distintamente il valore singolo o quello complessivo dei beni significativi.

ATTENZIONE

Al fine di verificare la corretta determinazione della base imponibile cui applicare l’aliquota agevolata, i dati analitici di cui sopra, richiesti dalla norma di interpretazione autentica, devono essere puntualmente indicati nella fattura anche se dal calcolo risulti che l’intero valore del bene significativo possa essere assoggettato ad IVA con applicazione dell’aliquota del 10%, ovvero il valore del bene non sia superiore alla metà del valore dell’intervento agevolato.

Interventi composti con valutazione unitaria

Nel caso in cui venga effettuato un intervento di manutenzione straordinaria avente ad oggetto ad esempio la realizzazione di servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni e l’installazione di una caldaia e questi assumano valore significativo, superiore al 50% di quello dell’intero intervento di recupero, ai fini dell’individuazione della quota parte della base imponibile soggetta a diversa tassazione IVA (ridotta o ordinaria) si deve tener conto del:

  • corrispettivo pattuito per la realizzazione dell’intervento di manutenzione straordinaria nel suo complesso (comprensivo di tutte le opere/prestazioni di servizi necessarie per la sua realizzazione);
  • valore dei beni significativi.

ATTENZIONE

Se l’intervento comprende più manutenzioni e solo per alcune è previsto l’impiego di beni significativi, per il calcolo della quota non agevolata, il valore della prestazione va assunto complessivamente quando il contratto è unico (circolare n. 98/E/2000).

Decorrenza

La norma di interpretazione autentica contenuta nella Legge di bilancio 2018 ha efficacia retroattiva.

Pertanto, eventuali contestazioni aventi ad oggetto un comportamento rivelatosi poi corretto in forza della citata disposizione devono essere abbandonate, salvo se i rapporti siano esauriti (ove sia presente un giudicato o un atto amministrativo definito).

Prevista una clausola di salvaguardia senza possibilità di rimborso

Eventuali comportamenti difformi rispetto alle disposizioni previste dalla norma di interpretazione autentica (es. erronea determinazione del valore dei beni significativi o emissione di fatture incomplete) tenuti dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017 non saranno contestati o le relative contestazioni andranno abbandonate, fatto salvo il limite dei rapporti esauriti.

Resta, comunque, precluso il rimborso dell’imposta che sia stata applicata in misura maggiore sulle operazioni effettuate entro la predetta data.

NOZIONI FONDAMENTALI

Ristrutturazioni di immobili abitativi:
i chiarimenti di Assonime sull’aliquota IVA al 10%

Con la circolare n. 18 del 24 luglio 2018, Assonime riepiloga i chiarimenti già forniti dall’Agenzia delle Entrate in ordine all’applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 10% sui beni significativi per quanto concerne gli interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria, nonché di restauro e risanamento conservativo, eseguiti su immobili a prevalente uso abitativo. Se il valore del bene significativo non eccede la metà del valore della prestazione (quantificato al netto del valore dei beni significativi), l’aliquota agevolata trova applicazione sull’intero valore del bene. Al contrario, se il valore del bene significativo eccede tale limite, sull’eccedenza va applicata l’aliquota IVA ordinaria (sulla parte che non eccede il limite trova invece applicazione l’aliquota agevolata del 10%). All’interno della fattura emessa dal soggetto prestatore devono essere obbligatoriamente indicati sia il valore complessivo del servizio reso, sia il valore dei beni significativi che sono stati utilizzati per l’effettuazione dell’intervento.

Con la circolare n. 18 del 24 luglio 2018, Assonime ha fornito un quadro riepilogativo dei chiarimenti già forniti dall’Agenzia delle Entrate in ordine all’applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 10% sui beni significativi (circolare n. 15/E del 12 luglio 2018).

IVA al 10% per gli interventi su immobili a prevalente uso abitativo

In linea generale il Legislatore ha stabilito che, per quanto concerne gli interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria, nonché di restauro e risanamento conservativo, eseguiti su immobili a prevalente uso abitativo, trovi applicazione l’aliquota IVA agevolata nella misura del 10% (anziché quella ordinaria pari al 22%).

Tuttavia, con specifico riferimento ai beni qualificabili come “beni significativi”, utilizzati per l’esecuzione degli interventi, l’aliquota IVA agevolata può essere applicata sui medesimi solo al verificarsi di determinate condizioni.

In pratica, qualora il valore del bene significativo non ecceda la metà dell’importo complessivo della prestazione relativa all’intervento di recupero (calcolato al netto del valore dei beni significativi), l’aliquota del 10% viene applicata sull’intero valore del bene significativo.

Se, al contrario, il valore del bene significativo eccede la metà del valore complessivo della prestazione, l’aliquota IVA del 10% viene sulla quota del valore che non supera il predetto limite. Sulla parte eccedente viene applicata l’aliquota IVA del 22%.

Elenco dei beni significativi

I beni da qualificare come “significativi” sono stati individuati con D.M. 29 dicembre 1999 del Ministero delle Finanze.

Si tratta nello specifico di:

  • videocitofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza;
  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie.

Nella circolare n. 15/E/2018, l’Agenzia delle Entrate ha messo in evidenza il fatto che possono essere qualificati come “beni significativi” anche i beni che presentano le medesime funzionalità di quelli precedentemente elencati.

Beni non qualificabili come beni significativi

Per quanto concerne i beni utilizzati nell’ambito degli interventi manutentivi in questione, che non possono essere qualificati, sulla base dei criteri precedentemente descritti, come “significativi”, va rilevato che i medesimi concorrono alla determinazione del valore della prestazione di servizi soggetta all’aliquota IVA del 10%.

Beni significativi: rilevano l’autonomia funzionale delle parti staccate

In relazione alle parti staccate dei beni significativi è opportuno fare una distinzione fra:

  • parti dotate di una propria autonomia funzionale(rispetto al bene significativo);
  • parti non dotate di una propria autonomia funzionale (rispetto al bene significativo).

Nel primo caso il valore della parte staccata:

  • va incluso nel valore della prestazione;
  • non va incluso nel valore del bene significativo.

Nel secondo caso il valore della parte staccata:

  • va incluso nel valore del bene significativo;
  • non va incluso nel valore della prestazione.

Cosa indicare in fattura

All’interno della fattura emessa dal soggetto prestatore devono essere obbligatoriamente indicati sia il valore complessivo del servizio reso, sia il valore dei beni significativi che sono stati utilizzati per l’effettuazione dell’intervento.

Gli imponibili vanno indicati separatamente all’interno della fattura anche nell’ipotesi in cui l’aliquota IVA agevolata del 10% possa essere applicata sull’intera operazione.